Oggi è entrata in bar una signora talmente sicura e fiera di sé da far sentire un po’ più sicura anche me.


"Quando ero in trasferta ogni volta che vedevo la tua macchina guardavo chi la guidava sperando stupidamente di vedere te"


Dovevo vedere N., l’ho chiamato.
Ha detto “non mi va di stare un bar quindi vai a casa”.
Tornando a casa l’ho visto per strada.
Mi chiama “torni indietro? Ero uscito per te”.
“No, vai pure in giro dove vuoi che oggi non mi vedi”.
Perché fa così?
Perché mi tratta come una cosa da niente in questi giorni?
Ho i nervi a pezzi e l’unica cosa che facciamo è litigare.
Tra poco parte e non lo vedrò più.


Sono a lavoro.
E’ arrivato l’altro capo dell’altro bar.
Mi prende per il culo pensando sia così tanto stupida da stare zitta per sempre.
Vorrei vomitare.
Ho preso le gocce per calmarmi ieri.
Non sono calma.
Non sono contenta di quello che sono.
Ho i soldi, ne ho parecchi ora come ora.
Ma troppo pochi per sparire.
Ho lavorato 14 ore ieri.
Oggi sono a 5, a fine giornata sarò a 13.
A fine giornata vomiterò.
Non ho mangiato.
Ho fame ma ho lo stomaco a pezzi.
N. non mi aiuta.
C’è un film di merda su canale 5.
Ho rotto un bicchiere e il cliente che mi chiama stefania vorrei restasse qui con me a parlare, ma l’unica cosa che vogliono fare tutti gli uomini qui dentro è scoparmi.


La depressione esiste.
E fa paura da morire


Non può essere depressione.
Questi momenti vuoti, questa mancanza di memoria, questo continuo pensare che non valgo niente.
Non è depressione, è solo un periodo.
“Cerchi un modo per sentirti viva e l’unico modo che conosci è il dolore fisico misto a paura. Per questo cerchi uomini violenti e per questo senza rendertene conto ti tagli”.
Non è depressione, non è così.
Non cerco il dolore.
Non va bene, non va bene.


Avrei tanto voluto dirlo subito.
Avrei dovuto farlo.
Ma la paura ci blocca.
Chi ha scoperto la depressione sa di cosa parlo.
E io pensavo di esserne uscita.
Ero davvero sicura di stare bene.
Poi è arrivato l’alcool e l’adrenalina e le bruciature e i graffi sulla schiena.
“Ma a te ci pensi mai?”
“Se penso a me stessa mi accorgo di non essere niente. Io sono il mio lavoro e la mia famiglia e gli amici e N. Io sono vuota. Non so fare niente. Nessuno sport, nessuna dote particolare, non mi ricordo niente di scuola. Non so niente e non sono niente”.
“Parliamo della depressione?”
E’ la parola peggiore potesse usare.
Ho paura.
Non ho fatto altro che dire alla mia psicologa che sto bene.
Il lavoro va bene.
A casa va bene.
Con gli amici va bene.
Con N. va meglio.
Sto bene.
Sono vuota e sto bene.
Non sono più depressa, non penso di suicidarmi, non mi taglio più volontariamente.
Non voglio più parlare della depressione, mi fa paura.


I messaggi stupendi della mia psicologa.

I messaggi stupendi della mia psicologa.


jonesilviolinista:

non me li aspettavo
tutti questi addii
pensavo che ogni cosa che amavo
poi rimaneva mia


Non vorrei offendere nessuno, ma le persone che registrano messaggi su whatsapp mentre camminano per strada da sole mi fanno un sacco ridere


08.26 / 95
viareblog
love-tupac:

leo

love-tupac:

leo


Non so con che coraggio N. é riuscito a lasciarmi piangere in un parcheggio da sola senza neanche girarsi.


Di solito la gente pensa che lavoro così tanto solo per i soldi.
Non capisco cosa c’è di così difficile nel capire che amo questo lavoro più di ogni altra cosa.